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La pasta fresca rimane sempre nel cuore degli italiani e registra, nel 2023, il raggiungimento del miliardo di euro nel suo mercato. Le vendite a valore si attestano su un incremento del +5.6%; d’altra parte però va evidenziato un calo delle vendite a volume del -2.0%. La causa di ciò è da rintracciarsi nell’aumento generale dei prezzi, incluso quello riferito al prezzo medio al kilogrammo di pasta fresca, che registra un notevole +7.7%.

Vendite a volume: un confronto tra il 2022 e il 2023

Il grafico mostra i dati relativi alle vendite in kilogrammi di pasta fresca non ripiena del 2022 e del 2023. Le vendite sono state suddivise per categorie in base a macro-tipologie di pasta non ripiena come gli gnocchi, la pasta all’uovo e la pasta di semola.

Il grafico mostra i dati relativi alle vendite in kilogrammi di pasta fresca ripiena del 2022 e del 2023. Le vendite sono state suddivise per categorie in base alla tipologia di ripieni a base di carne, a base di prosciutto crudo, a base di spinaci e ricotta, a base di formaggio e di pesce.

I principali trend della pasta fresca: più gnocchi e meno ripieni al formaggio

Un trend che si distingue dagli altri, per quanto riguarda la pasta fresca non ripiena, è sicuramente quello degli gnocchi. In un panorama in cui le vendite a valore sono incrementate a causa dell’aumento dei prezzi, mentre si può notare una flessione delle vendite a volume, gli gnocchi sono gli unici ad aver raggiunto un +0.8%, attestandosi come uno dei prodotti più venduti nel mercato della pasta fresca.

Non possono vantare lo stesso risultato i prodotti a base di formaggio che, invece, hanno registrato un calo nel 2023, sia in termini di vendite a valore (con una variazione percentuale di -3.5%) che in termini di vendite a volume (-7.3%).

Quale pasta fresca preferiscono acquistare gli italiani?

Il grafico mostra quali sono le tendenze d’acquisto degli italiani. Il 35,15% degli italiani preferisce acquistare pasta fresca non ripiena come tagliatelle, tagliolini, pappardelle, gnocchi e lasagne. Il 34,98% preferisce acquistare, invece, pasta fresca ripiena come ravioli, tortellini, cappelletti, ecc. C’è inoltre un 29,87% di italiani che ripongono abitualmente nei loro carrelli entrambi i tipi.

Spinta all’innovazione: cosa sta cambiando?

L’aumento dei costi produttivi non ha impedito alle aziende della pasta fresca di mettersi in gioco e perseverare nello sviluppo di prodotti in grado di differenziarsi e distinguersi sul mercato. Naturalmente la maggior parte degli italiani che acquistano pasta ripiena rimangono fedeli ai gusti della tradizione; c’è però un interessante segmento attento a prodotti nuovi, spesso disposti a pagare un premium price a fronte di una promessa di più alta qualità del prodotto, così come degli ingredienti usati per produrlo.

Alta è anche l’attenzione dei consumatori per le etichette dei prodotti che acquistano, per le materie prime con cui sono realizzati e la loro origine. Questa tendenza già emersa da filosofie alimentari come quella vegana e plant based, ha ora un peso anche su prodotti che non rientrano esclusivamente nelle categorie appena citate.

Altro elemento innovativo è la sostenibilità delle confezioni, driver fondamentale in questo segmento così come negli altri. I nuovi packaging sono caratterizzati da una forte riduzione nell’uso della plastica, sostituita invece da imballi in carta. L’attenzione al rispetto per l’ambiente è un elemento che viene spesso evidenziato anche in etichetta, facendone quasi un punto di forza del prodotto.

Conclusioni

Si presentano quindi nuove sfide sul mercato della pasta fresca. Come sempre, conoscerle e capire come orientarsi in questo panorama, spesso significa fare la differenza e distinguersi tra i competitors. Per fare ciò LoDe Food ti può aiutare guidandoti passo dopo passo.

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